La stenosi lombare

La stenosi lombare è una patologia della colonna vertebrale caratterizzata da un restringimento del canale vertebrale che comporta la compressione del midollo spinale in esso contenuto.

Canale vertebrale (in rosso) normale a sinistra, ristretto a destra.

Le cause del restringimento possono essere molteplici ma il quadro che si presenta più di frequente è quello in cui il canale vertebrale è già di piccole dimensioni per cause congenite.
Ci sono persone che hanno il canale vertebrale più piccolo rispetto alla norma fin dalla nascita e che però non hanno mai avuto alcun problema a causa di ciò.
Con il passare degli anni si sviluppa però in ciascuno di noi l’artrosi della colonna vertebrale, in grado variabile.
Le alterazioni delle vertebre dovute all’artrosi comportano un progressivo restringimento del canale ma questo non provoca disturbi.
In chi ha un canale spinale più piccolo invece l’ulteriore restringimento provoca l’inizio dei sintomi.
Ecco perché chi è affetto da questa patologia ha di solito un’età non più giovane.

I disturbi sono il dolore nella parte posteriore delle cosce e dei polpacci, a volte esteso anche ai piedi che si accompagna a sensazione di formicolio o bruciore e CHE COMPARE SEMPRE DOPO AVER CAMMINATO PER UNA CERTA DISTANZA che a volte può diventare anche di poche decine di metri.
Una breve sosta permette il sollievo dal dolore che però ricompare dopo aver percorso di nuovo la stessa distanza.
L’andamento è progressivo poiché dall’insorgenza dei primi disturbi la distanza percorsa senza che inizi il dolore si accorcia sempre più.
Il mal di schiena può accompagnare o meno il dolore alle gambe ed è causato dall’artrosi della colonna vertebrale.
Vi è la tendenza a camminare con il busto inclinato in avanti perché questo movimento permette di allargare un po’ le dimensioni del canale vertebrale.
Andare in bicicletta di solito non comporta problemi dal momento che la colonna è flessa in avanti mentre si pedala.

Va ricordato che, come per l’ernia discale, il fatto di leggere sul referto del radiologo che il canale vertebrale è ristretto rispetto alla norma non comporta automaticamente che vi debbano essere dei disturbi.
Ci sono casi in cui il canale vertebrale appare agli esami molto piccolo ma il paziente non presenta ancora nessun problema e quindi non vanno trattati.

Quando il dolore si manifesta, dopo gli accertamenti diagnostici vengono prestate le prime cure che consistono in fisioterapia e farmaci.
Permettono di tenere a bada la sintomatologia per un certo periodo ma non ci sono cure in grado di arrestarne il progredire.

Le tecniche utilizzabili sono molteplici ed anche in questo caso sono le conoscenze e l’esperienza del medico a permettere di praticare la scelta migliore per ogni paziente.

Le variabili da prendere in considerazione sono parecchie come per esempio quando ci sia l’associazione tra una spondilolistesi degenerativa ed un canale stretto ovvero dove ci sia uno scivolamento in avanti di una vertebra rispetto alla sottostante ed un restringimento.
In questi casi se si eseguisse solo l’usuale intervento di decompressione ci si troverebbe a favorire l’ulteriore progressivo scivolamento con peggioramento del dolore lombare. E’ quindi necessario eseguire anche la stabilizzazione con viti di quello spazio.

Orientativamente le procedure chirurgiche utilizzabili sono:

  • Decompressione mediante laminectomia
  • Laminotomie multiple
  • Decompressione microchirurgica monolaterale
  • Decompressione e stabilizzazione con viti
  • Tecniche di decompressione indiretta (spaziatori interspinosi o XLIF)

La decompressione microchirurgica è la tecnica preferita, nei casi che ne permettano l’utilizzo, perché consente di ottenere ottimi risultati nella regressione ed arresto della progressione dei disturbi con un intervento mini invasivo. L’incisione cutanea è di meno di 3 centimetri, lo scollamento dei tessuti è molto ridotto e l’uso del microscopio operatorio permette di controllare, in sicurezza, tutte le fasi dell’operazione.

Senza mai dimenticare che si tratta solitamente di pazienti non giovani che dunque non vanno sottoposti a traumi chirurgici eccessivi, nei casi che richiedano la stabilizzazione è oggi possibile eseguire interventi mini invasivi mediante l’artrodesi anteriore per via laterale (XLIF) con tempi chirurgici molto contenuti, nessuna perdita ematica e dunque con possibilità di essere eseguiti in sicurezza anche in persone anziane che anni fa non erano operabili con le tecniche allora a disposizione.

Scivolamento in avanti della 4 vertebra lombare con restringimento del canale (normale in giallo, ristretto in rosso)
Ripristino dell’allineamento corretto e delle dimensioni del canale